Test Tabou Pocket Air 6′ 2″ 2021
Questa volta la mia “impreparazione” in materia “wing” e il poco tempo a disposizione mi ha messo seriamente in difficoltà per questa prova di una delle nuove tavole da wing di Tabou, il Tabou Pocket Air 6’2″. Aspettavo in redazione il Magic Carpet 110 o 120, che è la tavola foil freeride convertibile di Tabou ed invece mi sono ritrovato sotto i piedi una tavola super compatta, espressamente dedicata al wing foil (la scassetta per il trasporto, posizionata in carena… la dice lunga sul suo reale utilizzo!).
Wing foil che ad essere sincero, è una disciplina che mi è ancora molto oscura. Tanto oscura da non avere neppure un foil da abbinarci perchè su il Magic Carpet, che è un po’ più duttile come range di utilizzo, c’è sia la scassa foil (deep tuttle) per cui dispongo di un’ala e una double US box (compatibile con ogni tipo di foil con la piastra) mentre il Pocket Air monta solo quest’ultima scassa, per cui non avevo il foil da abbinarci. Così non ho potuto fare altro che farmi aiutare dagli amici Claudio di Radical e Felice… che si stanno “focalizzando” su foil e wing così magari smettono di fare kite e si tolgono dal nostro home spot quando ci sono le onde… ah, ah, ah!
Scherzi a parte cominciamo con il dire che questa tavola, (la grande della famiglia Pocket Air che conta anche di tre modelli più piccoli: 5’4′ da 87 litri, 5’8″ da 97 litri e 6’0″ da 107 litri ) pur essendo espressamente dedicata al foil-wing e solo relativamente al foil windsurf, è pur sempre dotato in coperta di un mini track super rinforzato per montare il piede d’albero che permette di poterla utilizzare anche con la vela da windsurf. I tasselli presenti in coperta sono espressamente posizionati per montare le straps, sia doppia che singola anteriore, assai centrate e con un passo molto largo, per un utilizzo con il wing… questo assetto delle straps non è il massimo per condurre il Pocket Air con la vela. Nonostante ciò l’accessibilità (visto anche i 117 litri di volume ben distribuiti) per chi ha un po’ di pratica con il windsurf foil è veramente rapida… Claudio in 10 metri viaggiava già per… aria e senza neanche delfinare. Per la pratica con wing, nonostante il suo generoso volume, ci vuole il suo tempo e l’esperienza per adattarsi alle partenze in ginocchio, ma il Pocket Air tende con l’aiuto del wing a posizionarsi rapidamente nella direzione giusta per mettersi in piedi ed agevolare la partenza. Felice che sta “picchiandosi” da un po’ di tempo con il wing, l’ha trovata decisamente più facile ed accessibile della sua tavola, forse anche perchè il 6’2 è destinato a surfisti pesanti ed essendo lui un peso leggero è aiutato dal volume maggiore. Però da qui a testare seriamente una tavola sviluppata al 100% per il wing foil e quindi adatta a tricks aerei e a curve e manovre sulle onde ce ne passa… quindi alla prossima puntata magari abbinata al “suo” wing GA Poison 5.2, già saldamente nelle nostre mani!
NB: clicca sull’immagine sotto per leggere il test in alta risoluzione
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