Test Simmer G5 Blackbird WF 2021
Simmer Style ha lanciato, in questo scorcio di 2021, due nuove linee di tavole dedicate al foil: la G5 Blackbird WS (windsurf), con i suoi due modelli da 128 e 138 litri, indicati per il freerace foil e la duttilissima Simmer G5 Blackbird WF, una free foil board che conta ben tre misure 90, 110 e 130 e combina tre discipline foiling in un unico pacchetto user-friendly… wind foiling, wing foiling e surf foiling. Proprio di quest’ultima linea, un po’ tutto fare, la scelta per il test è caduta sul modello intermedio da 110 litri. La tavola che ha delle dimensioni molto compatte, 6’2 (186 cm) x 29″ (76 cm) è dotata di doppia scassa us box per montare i foil con attacco plate e della scassa deep tuttle, per l’utilizzo più consono al windsurf foil. Come molte altre tavole di questo tipo, anche il BlackBird WF è dotato di una comoda maniglia ricavata nella carena, per un pratico e più agevole trasporto con il foil già installato. In coperta invece che la scassa dell’albero, sono presenti due inserti, tipo quello adottati dalle tavole da sup windsurf, per avvitare il piede d’albero e ci sono diversi inserti per le eventuali straps sia per un utilizzo in posizione tradizionale con le vele da windsurf, sia pe le due centrali dedicati al wing. Infine all’estrema poppa, c’è il tassello per il leash da utilizzare, in abbinamento, con il wing, soprattutto all’inizio.
La BlackBird WF 110 è stata provata in accoppiata con il Flywing da 5.0 e con il foil dedicato, sempre della Simmer, il Simmer Style Blackbird Surf 75 Foil 2021 (front wing da 1600 cm? Carbon, back wind da 310 cm Carbon, mast da 75 Alu e fusoliera da 65 cm Alu proposto al prezzo di 990 euro). Le scasse us box permettono di regolare il piantone in base alle proprie esigenze, in modo da avere un assetto bilanciato sotto i piedi. In acqua l’impressione dominante è infatti la stabilità, nonostante le dimensioni compatte. Questo probabilmente grazie al volume generoso, che rende molto facile imparare la tecnica di pompata per volare con il foil. La tavola si comporta in modo molto naturale ed il pad offre un ottimo grip, tanto che nell’uso abbinato al wing, non abbiamo sentito la necessità di montare le straps. La buona larghezza della tavola supporta al meglio nei bordi di bolina e nell’iniziare a provare le strambate. Il volume della prua permette poi di mantenere l’equilibrio anche negli atterraggi piu’ bruschi. Diverso è il discorso nell’utilizzo come windfoil, dove è preferibile utilizzare la scassa deep tuttle, posizionata più a poppa. Essendo una tavola molto compatta è destinata a surfisti già esperti nell’uso del foil con la vela. Un’ottima tavola polivalente, indicata per iniziare con la pratica del wing foil, per surfisti di peso sui 70/80 kg… per i più pesanti meglio volgere l’attenzione verso il modello da 130 litri.
NB: clicca sull’immagine sotto per leggere il test in alta risoluzione
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