Test NeilPryde Atlas 5.4/6.2 HD 2021
Tornata in catalogo lo scorso anno, la NeilPryde Atlas gioca un ruolo chiave nella gamma wave del brand, avendo allargato l’utilizzo anche ai rider leggeri e diventando quindi, una valida alternativa alla best-seller Combat, nelle misure medio-piccole. Una vela perfettamente a suo agio nelle condizioni di onda non particolarmente perfetta, dicesi mareggiate nostrane, dove un po’ di potenza in più non guasta.
Nelle misure grandi, 5.8 e 6.2, la camaleontica Atlas si traveste da vela crossover per le condizioni bump&jump dei laghi, fungendo quindi da anello di congiunzione tra la linea wave e la linea flat water, colmando, nel catalogo Neil Pryde, il vuoto lasciato due anni fa dalla Fusion. Rispetto alla Combat, la Atlas ha una stecca in più (5 contro 4) e un profilo leggermente più pieno sotto al boma che si evidenzia appena armata a secco. La Atlas è proposta in due soluzioni: la più leggera PRO e la robusta HD. Nel test abbiamo potuto apprezzare le versioni HD (che ha l’ampia finestra in tramato) abbinandole sia agli alberi ufficiali NP SPX 90 RDM (400/19 abbinato alla 5.4) sia, nel caso della 6.2, al SuperLeg-gero 430/21 di Maverx, con un trim molto semplice da trovare, seguendo le indicazioni numeriche e i tag MIN-MAX stampati sul primo ferzo in alto. La 5.4 (trim ideale 400/19 + 25 cm e boma 177.5 cm) si è dimostrata molto equilibrata per un uso wave e bump&jump, evidenziando una discreta polivalenza d’uso.
Più ingombrante invece la 6.2 (trim ideale 430/21 + 22.5/23.5 cm e boma 189-190 cm) che, con la sua lunghezza del boma “generosa” e il suo taglio pieno in basso, rappresenta una soluzione sia per tavole freestyle/wave sia per tavole freeridel freemove medio-piccole, quando si vuole garantire una certa maneggevolezza rispetto ad una vela classica freeride.
Chiudiamo il test sintetizzando i motivi per cui sceglierla rispetto ad altri modelli della ampio gamma NeilPryde. Rispetto ad una wave-allround come la Combat si fa preferire quando nel range 4.2/5.4 se ne fa un uso non propriamente wave, quando si esce in condizione “ballerine” tipiche delle mareggiate di casa nostra, dove disporre di un po’ di potenza in più e di una maggiore duttilità si rivela spesso un asso nella manica. La 6.2 (ed eventualmente anche la 5.4) possono essere un’ottima scelta rispetto ad una pura Freeride (tipo la Ryde NeilPryde) quando si usa in abbinamento a tavole freemove e si preferisce avere maggiore maneggevolezza/leggerezza a discapito di un po’ di potenza.
NB: clicca sull’immagine sotto per leggere il test in alta risoluzione
Visita il sito Ufficiale: NeilPryde Sails
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