La storia di SailLoft Hamburg

Direttamente dal “vecchio” numero di Wind News, agosto/settembre 2017 vi riproponiamo la mission alla SailLoft di Francesco Dote, che distribuisce in Italia i marchi Patrik e SailLoft.
Nello scorso aprile Francesco era volato ad Amburgo per conoscere di persona i due velai di Sailloft, Olaf e Gerrit. Noi eravamo curiosi di conoscere un po’ la storia di questa veleria che qui in Italia comincia ad essere conosciuta solo recentemente.
Francesco, che distribuisce nel nostro paese, le vele del marchio Sailloft ha iniziato a conoscere questo brand, molto prima, in qualche filmato e foto con Adam Sims per poi interessarsi e seguirlo un po’ di più da quando Karin Jaggi ha iniziato a collaborare con loro e Patrik Diethelm è entrato a sviluppare le vele slalom!

Olaf dopo gli studi ha passato ben tre anni sabbatici Tenerife come istruttore di windsurf, ma ad un certo punto è stato richiamato dai suoi genitori per andare avanti negli studi e ha deciso di iscriversi all’università nella facoltà di meteorologia… nel frattempo aveva iniziato a lavorare in una veleria.

FD – Olaf quando è scattata la scintilla…
Olaf – Dopo tre anni passavo più tempo in veleria che all’università: allora decisi ad un certo punto di aprire un laboratorio ad Hannover, dove fare le riparazioni e iniziare a creare delle vele per poter navigare da solo… scelsi Hurricane come nome.

Ma quando vi siete conosciuti con Gerrit!?
Ci siamo conosciuti un po’ per caso surfando e parlando avevo scoperto che come me, per passione, aveva iniziato a costruirsi una linea di vele con il nome di Cannibal, in un piccolo spazio che si era creato di fianco al suo laboratorio di odontoiatria.
Abbiamo iniziato a confrontarci e a scambiarci le idee e chiederci come potevamo fare per crescere. Un giorno ho preso la macchina e sono andato ad Amburgo per parlare con Gerrit, come da tradizione, “munito” di una bella cassa di birra… volevo chiedergli se aveva intenzione nella sua vita di andare avanti a riparare denti o a fare vele.
Ovviamente mi rispose… fare le vele.
Correva l’anno 1996 e decidemmo di aprire un loft dove fare riparazioni e intanto continuare le nostre produzioni di vele custom, ognuno con il proprio marchio.
Un anno dopo decidemmo che per crescere dovevamo unire le nostre forze e creare insieme un nuovo marchio ma non sapevamo che nome dargli. Un nostro cliente ci suggerì “Sailloft “… voi siete in un loft e fate le vele e 1+1 fa 2!
La cosa ci piacque molto e nel 1997 partimmo con il nuovo marchio di vele custom.
Il nostro obbiettivo era quello di fare vele di qualità. Le vele sono piaciute quasi fin da subito, ma ci voleva sempre più tempo per produrle… allora abbiamo deciso di iniziare a fare una piccola serie in Sri Lanka.
Presi i contatti, ho telefonato dicendo che volevamo fare una piccola produzione di 60 vele.
Il responsabile della produzione in Sri Lanka rise per la quantità, ma ci fece fare la nostra produzione e con nostro orgoglio per fine anno aggiungemmo ancora 30 vele.
Prima di questa prima produzione avevamo il terrore che tutto andasse male e siccome non avevamo ancora i soldi per permetterci un container tutto nostro, scoprimmo che il primo carico di vele viaggiava con una fornitura di pesce essiccato…
Avremmo ricevuto delle vele con degli odori mostruosi?! Per fortuna invece andò tutto bene…
Il lavoro è andato sempre più in crescendo e abbiamo investito sin dall’inizio, acquistando un programma CAD e un plotter da taglio: in questo modo riuscivamo con precisione a produrre i nostri prototipi da poter testare e mandare poi in produzione.

Quale è stato il vostro primo progetto?!
Il nostro primo progetto è stato nel 2003/2004: “fare” una vela a quattro stecche (che nel mercato mondiale non era ancora stata presa bene in considerazione…), che con un solo albero riuscisse a portare quattro misure in modo da poter andare in giro con meno materiale.
L’anno che abbiamo iniziato con la produzione tutte le grandi aziende sono uscite anche loro con le vele a quattro stecche…
Ci siamo rimasti un po’ male, ma, anche se con un po’ più fatica essendo piccoli, siamo riusciti a fare conoscere e apprezzare la nostra vela al mercato tedesco.
Il secondo progetto invece è stata la Bionic nel 2009: una vela a 5 stecche dove invece di usare l’X-PLY abbiamo utilizzato pannelli già laminati in fibra che vengono già usati nell mondo della vela.
Il vantaggio di questa tecnologia è di avere una immediata risposta dalla vela nel momento che prende il vento.

Ma quando avete iniziato a collaborare con Patrik Diethelm?!
Ci eravamo già conosciuti in qualche evento e gli abbiamo chiesto se voleva provare i nostri prodotti, visto che ancora non avevamo una vela racing con 4 camber.
Nel 2015 abbiamo realizzato la nostra prima vela racing, la “Ultimate “ e ne abbiamo dato un set a Karin Jaggi. All’inizio Patrik era un po’ dubbioso perchè la tasca era molto più piccola rispetto a quelle delle altre vele in commercio, ma quando, in Australia, ha provato le vele di Karin è rimasto stupito dalle prestazioni di quella nostra prima vela da racing.
Con la tasca più piccola facilita l’inizio della planata e comunque ha un’ottima tenuta in sovrainvelatura.
Siamo rimasti contentissimi dei nostri primi risultati con Karin che ha ottenuto il record mondiale di velocità a Luderitz con 46,31 nodi e Patrik un secondo posto con 52,33 nodi.
Dal 2016 abbiamo iniziato ufficialmente la collaborazione con per lo sviluppo con Patrik Diethelm e alcuni suoi atleti.

Obbiettivi futuri?!
Siamo contentissimi del nostro lavoro che diventa sempre più duro, ma pieno di soddisfazioni.
In questo momento abbiamo in catalogo nove linee di vele con l’ultima arrivata “AIR” 2018.
L’Air è la nuova vela freestyle che è stata fatta uscire prima per i nostri atleti che partecipano alle gare del PWA di Fuerteventura.
Per il 2018 abbiamo intenzione di rinnovare un po’ tutta la nostra gamma di vele…
I nostri clienti sanno che cambiamo le vele ogni due anni e l’obbiettivo ora è anche quello di trovare distributori in tutto il mondo: solo l’anno scorso ne abbiamo acquisiti ben nove nuovi e la cosa ci rende molto orgogliosi.

Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare, ma siamo stati parecchio sintetici e ringraziamo Olaf e Gerrit per la loro ospitalità.
Potete seguire le novità  sulla pagina Sailloft Italia di Facebook, mentre sul sito SailLoft ci sono tutte le informazioni  sui vari  prodotti in italiano.
Per qualsiasi tipo di informazioni sulle vele, potete scrivere a info @nonsolomute.com.

Foto © SailLoft/olivermaier.com/comoceanmedia

La storia di SailLoft Hamburg ultima modifica: 2017-10-18T17:52:35+02:00 da smink